La casa: spazio privato dove l’uomo ritrova la propria identità, rinsalda i legami, recupera la memoria dei padri. Questi progetti non riescono ad essere, nonostante abitino i luoghi della memoria, la testimonianza di un mondo costituito storicamente, perché sembrano piuttosto contenerlo dentro di sé per rifondarlo ogni volta di nuovo. Sono una riserva di significati mai definitivamente esplicabili e forse proprio per questo di una novità radicale.
Non temono il confronto con il tempo che brucia tutto ciò che è nuovo trasformandolo improvvisamente in stile; e quando questi oggetti vivono la nostra casa, sembrano non avere firma alcuna, ma solo essere la testimonianza silenziosa di una presenza, la nostra. Cose che condividono giorno dopo giorno, l’esistenza di un uomo, che
quotidianamente quando compie i suoi rituali domestici non vuole rinunciare a se stesso per un’immagine, e vuole che le cose che lo accompagnano lo somiglino. Inoltrandoci in quel luogo superstite dove siamo molto toccati dalla vicinanza essenziale delle cose.